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Cinquanta sfumature di slang italiano

Il linguaggio è in continua evoluzione, e se oggi ci lamentiamo di parole come whatsappare, screenshottare, followare… potremmo rimanere sorpresi nello scoprire che parole che oggi ci suonano benissimo, avevano sortito lo stesso effetto in passato.

Veniamo al punto: quali slang degli anni 50 sono sopravvissuti, e quali no?

Auto, moda e musica negli anni '50 - Gruppo Zatti

Partiamo con quelli che “suonavano male” all’epoca e sono arrivati a noi:
– juke box
– video
– blue jeans
– mocassino
– accendino
– fusto (per figo)
– bidone
– cotta
– sgamare (‘Sgamare’ ha subito delle trasformazioni: è passato dal significare lavorare, scappare, e oggi farsi scoprire)
– da morire, per intendere “tantissimo”
– incavolarsi
– salvarsi in corner
– “cerchio” per mal di desta
– ‘tipo’ per persona
– dare buca
– infognato
– okay, abbreviato in ‘ok’

E i termini che abbiamo abbandonato:
– gli accrescitivi in -one: “che serata noiosona!”
– zigzag col significato di “fulmine”
– andaluso col significato di esotico (perché in Andalusia ci si va in vacanza…)
– ho in laccio un gorilla per ho sedotto un ragazzo
– da rospi
– da sprint
– da ottomani
– da piovre
– Christian Dior come imprecazione
andare a Coca-Cola
– carburare per essere in forma
– H per atomico
– minorato per sciocco
– passo e chiudo per salutarsi

Conoscevate questi modi di dire?
Fateci sapere la vostra opinione!

Per maggiori informazioni, potete leggere qui.
Un abbraccio a tutti!

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