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L’apprendimento genuino: impariamo ciò che è utile

[Gli adulti imparano ciò che è utile]

Immaginate di avere un appuntamento (medico, lavorativo, a voi la scelta) fuori città e di dover quindi guidare su strade nuove. Un amico vi accompagna. Siete a uno stop, il navigatore vi intima di andare a destra, il vostro accompagnatore esclama “Quell’albero sulla sinistra ha il tronco storto; mi ricorda quello che avevano i miei nonni in giardino“. Non avevate notato l’albero, d’altronde stavate litigando col navigatore, gli lanciate un’occhiata e continuate a guidare.

Fate quel che dovete fare, tornate indietro, ripassando dallo stop di prima pensate:”Quello è l’albero dei nonni; allora devo girare di qua” e questo ricordo ovatta le direttive sonore del navigatore.

Vi è mai successo di ricordare più facilmente una strada quando avete collegato gli elementi visivi a fatti o storie?

Questo principio non vale solo per la guida: è trasversale.

Come esseri umani siamo attratti dalle storie; come adulti siamo inclini a imparare ciò che percepiamo utile. In un’aula formativa può infatti capitare di sentire colleghi dire “molto interessante questo argomento, ma non me ne faccio granché” (a differenza dei bambini, che invece non hanno una visione utilitaristica del sapere).

Nella nostra Didattica le esigenze e le esperienze dello studente sono la nostra guida per la costruzione del percorso formativo.

I vari aspetti di una lingua (grammatica, vocabolario, idiomi, cultura etc) non mutano in base allo studente, ma può cambiare la selezione che ne operiamo, la narrazione che ne facciamo, i casi a cui li applichiamo.

Abbiamo a cuore che i casi siano reali per i nostri studenti, che vi si possano identificare e che quindi ne derivi un apprendimento spontaneo e interessato.

Facciamo un esempio: se foste in un Paese straniero del quale non parlate la lingua e aveste sete, cerchereste su Google la parola “acqua”, e vi ci aggrappereste perché in quel momento è necessaria a soddisfare un vostro bisogno.
Se dopo aver bevuto vi incuriosisse sapere come si dice “bicchiere”, lo cerchereste, ma non sareste più così assetati (perdonate il gioco!) di saperlo, e forse dopo un paio di giorni la potreste scordare.
La parola “acqua” invece potrebbe rimanervi impressa più a lungo, perché ormai l’avete collegata a un momento di necessità e a un fatto reale.

La condizione ideale è quella descritta dalla Teoria del flusso (o del flow) dello psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi:

Il Flow o Esperienza Ottimale è “un stato in cui la persona si trova completamente assorta in un’attività per il suo proprio piacere e diletto, durante il quale il tempo vola e le azioni, i pensieri e i movimenti si succedono uno dopo l’altro, senza sosta”.

Obiettivi chiari, concreti e realistici, l’eliminazione della paura del fallimento, la giusta calibrazione della difficoltà delle attività sono elementi che permettono di immergersi nel processo di apprendimento senza sentirsi appesantiti dal tempo.

L’apprendimento genuino aggancia il nostro vissuto, il nostro personale, ed è l’obiettivo che ci prefissiamo come centro di formazione linguistica.

Vi ringraziamo di aver letto fino a qui, e cogliamo l’occasione per informarti che dall’8/02/21 ripartiranno i corsi di lingua collettivi, per tutti i livelli!
Per maggiori informazioni: info@hallo.international; 051406363